Tra impegni, lavori, traslochi e solitudini ben occultate

Scritto da Fabrizio Lagani on . Postato in Blog Decadenza

E' circa da un mese che non riuscivo a ritagliare un piccolo spazio nel tempo della mia mai così movimentata vita da dedicare al diario. E' stata una separazione necessaria e inevitabile, per una serie di motivi che elencherò, ma è riuscita a portare con se tante piccole scintille di cambiamenti e di evoluzioni reali, presunte, possibili e potenziali, che solo il tempo consacrerà alla gloria dei più virtuosi altari o getterà nell'abisso dell'indifferenza.

La più evidente novità è che vivo in una nuova casa, una casa che sono riuscito a plasmare, nel limite di quelli che sono gli spazi, secondo i miei buoni e cattivi gusti. E così ho passato tutti gli ultimi fine settimana a tinteggiare i muri, a concepire uno strano e "invadente" impianto elettrico, a realizzare un'originalissima carta da parati, a convertire il caos, a mettere in ordine, a pulire. E' stato uno sforzo che ha richiesto grandi energie ma che, allo stesso tempo, ha prodotto strepitosi e visibili risultati. Adesso ho una stanza con 2 pareti nere, una con un disegno e un' altra con la "strana carta da parati". Ho un impianto elettrico esterno fatto di tubi che ho colorato in modo tale che potessero sembrare di metallo e delle cassette trattate con polietilene espanso, una tenda viola funereo che fa quasi paura dormirci (è anche un pò di cattivo gusto, ma ci sta veramente troppo bene), una scrivania grande e nera e tante piccole chicche che vengono fuori giorno per giorno. Mi sono promesso di realizzare un piccolo servizio fotografico di quanto sono riuscito a "inventare" e di fare una piccola visita virtuale alla casa in cui, da pochi giorni, vivo.

Ovviamente le mie abitudini si sono modificate ma non si è trattato di una rivoluzione radicale. Tutto, in fondo, è rimasto simile a com'era, solo che adesso vivo meno in cattività e ho dei coinquilini con cui sto bene e che attutiscono quel sottile senso di invisibile e delicata solitudine che non riesco proprio a scrollarmi da dosso. Ho cambiato palestra un pò a malincuore, perché ormai mi ero abituato allo squallore della precedente, ma ho trovato un ambiente tecnologico, sportivo e non, decisamente molto più incline alle mie attitudini di rinnovato salutista. A tal proposito, ho abbandonato le rigide regole, in fatto di diete e affini, che avevano caratterizzato il periodo pre-estivo ed estivo, con l'obiettivo di rinnovarle con l'arrivo della prossima primavera. Per adesso va bene così, posso concedermi, nei limiti di un alimentazione sana e bilanciata, di tutto.

Anche il tempo intorno a me sta cambiando, e la strana lunga estate cede improvvisamente il passo al freddo, al grigio dell' anonimo autunno. Sarà per questo che mi sento un pò triste, sarà perché tra qualche settimana faccio 25 anni, sarà perché novembre è da sempre, per me, un mese poco caratterizzante e molto difficile, umoralmente, da gestire. Ho una gran voglia di natale e sono parecchio malinconico. Non servono muri di gomma che proteggono e indifferenza, come suggeriva Simone in un messaggio, qualche giorno fa, servono stimoli ed affetti viscerali, amori impossibili e sensazioni mai provate. Se solo ci fossi tu, piccola stella lontana non più mia, sarebbe tutto diverso, tuttodiverso...

I Tiromancino hanno registrato un nuovo album. Sommesso, intimo e dolcissimo, è la colonna sonora di questi miei giorni.

TIROMANCINO - IMPARARE DAL VENTO

Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere,

dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare

e avere la pazienza delle onde, di andare e venire, ricominciare a fluire.

Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare

a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi,

per giorni, mesi, anni, in cui ti senti come uno che si è perso,

tra obiettivi ogni volta più grandi...

Succede perché in un istante tutto il resto diventa invisibile,

vivo di senso irraggiungibile per me,

succede perché fingo che va sempre tutto bene

ma non lo penso, in fondo.

Torneremo ad avere più tempo e a camminare

per le strade che abbiamo scelto, che a volte fanno male,

per avere la pazienza delle onde, di andare a venire,

e non riesci a capire...

Succede perché in un istante tutto il resto diventa invisibile,

vivo di senso irraggiungibile per me,

succede anche se il vento porta tutto via con se,

vivendo ricominciare a fluire, ricominciareafluire...