Le sottili differenze tra le forme e le parole

Scritto da Fabrizio Lagani on . Postato in Blog Decadenza

E' notte, sabato notte, per tradizione la notte più lunga, il giorno più rappresentativo di tutto il week-end. Sono tranquillo e rilassato, e mi godo una rara solitudine domestica, perchè i miei co-inquilini sono tutti usciti e io non ho avuto il coraggio (chiamiamolo coraggio, almeno per comodità) di trovare il mordente giusto per farlo. Respiro a pieni polmoni il caldo silenzio delle pareti nere e accompagno i pensieri con il suono di "illogical consequence" che esce sommessamente dal sub e dalle casse.

L'assenza di rumori irritanti, il calore delle persone che sono passate da casa, che erano qui, e qualcosa che non è proprio previsto dalla legge aiutano ad abbattere le distante tra come vorrei essere e come sono, tra dove vorrei essere, in questo istante, e dove sono. Non più le cose ma il senso delle cose: conoscenza totale, perfetta, di tutto quello che è intorno. Sono ineccepibile protagonista del mondo così rappresentato, il supremo demiurgo di cose che non potevano che essere determinate da me, che non potevano che essere mie. Tutto quello che è fuori non mi appartiene, ed è una relazione estremamente complessa e poco bilanciata, perchè io non sono in grado di influenzare nulla mentre tutto quello che è fuori sembra lasciare segni profondi sulla mia incorporeità.
Poi qualcosa interrompe questi silenzi, come un lampo che squarcia un cielo pronto ad esplodere. Qualcuno ha suonato alla porta e si interrompe la magia della solitudine. E' una visita gradita, perchè sono amici, perchè hanno portato del vino. In pochi minuti l'atmosfera è completamente rivoluzionata, e ci si trova a parlare di quanto si è realizzato venerdi sera, di cinema, di interpretazioni e di movenze teatrali. Non hanno certo gli attributi per essere considerati discorsi da "caffè letterario" ma l'idea che possa esistere, nella casa dove vivo, una specie di laboratorio creativo, di confronto e sviluppo di idee, mi inorgoglisce e mi spinge al miglioramento. Cosa c'è di più intenso per l'intelletto in senso lato degli stimoli culturali a 360 gradi?
L'origine di questi discorsi sta nel tentativo, fatto venerdi sera, di realizzare un piccolo cortometraggio "serio". E' da un pò che avevo delle idee e sono contento di aver trovato in Giuseppe una persona capace di recepirle e di renderle vive con straordinaria energia. Non è solo editing video: Giuseppe è un creativo, è uno che riesce a forgiare le idee, che riesce a plasmarle con un estro del tutto originale. Nel giro di nemmeno un giorno è riuscito a ricavare diversi spunti e possibili punti di partenza. Sono convinto, come lui e grazie a lui, di poter realizzare, per il futuro, delle ottime "produzioni multimediali". E' per questo che ho deciso che inaugurerò, appena ci sarà qualcosa di consistente, una nuova sezione "videosperimentale" sul sito. L'importante era partire, cominciare, mettersi in gioco, il resto verrà da se, ne sono certo.
Il resto della vita scorre come questa domenica pomeriggio, come il sole che cerca un varco tra le nuvole ma ne viene violentemente sopraffatto. A volte non è sufficiente essere migliori.
"Fuori è un giorno fragile, fuori è un mondo fragile, ma tutto qui cade, incantevole, come quando resti con me..."