Fanno più paura i cambiamenti o le certezze?

Scritto da Fabrizio Lagani on . Postato in Blog Decadenza

Tutto mi aspettavo tranne di vivere un Gennaio così intenso e movimentato. Avevo chiesto al buon Babbo Natale un 2007 con qualche graziosa novità ma non mi aspettavo proprio di dover sopportare una rivoluzione domestica così radicale: dopo circa 2 anni lascio questa stanza/casa e i suoi ricordi e mi trasferisco. Mi ritorna alla mente il momento in cui sono entrato la prima volta, le mura scrostate (era stata rimossa la carta da parati), la sporcizia, il caos.

Poi una prima sistemazione, comprato il nero, dipinte le pareti, messe le tende (viola!), comprato tavolo, cambiato letto, dipinta altra parete, attaccato pagine fumetti, comprato sedia, cambiato sedia, comprato sedia, comprato nuovo computer, comprato monitor lcd 17, venduto monitor lcd 17, comprato monitor lcd 19, comprato letto matrimoniale, comprato cassettiera, sistemato balcone,... E adesso? Si volta di nuovo pagina e si ricomincia, perchè la vita deve essere vissuta così, cercando di guardare il meno possibile alle proprie spalle. Avrei bisogno di una donna che venisse a vivere con me, ma non è facile trovarla e poi sono di gusti troppo difficili per sistemarmi velocemente. Si ritorna, dunque, a quella solitudine sofisticata che tanto bene aveva fatto ad una parte della mia creatività. Senza grossi rimpianti e con qualche piccola delusione torno a me stesso in maniera radicalmente perfetta. Ed era ora.

Le vacanze di Natale sono trascorse noiose e veloci, tant'è che gli unici ricordi che mi sono imposto di non cancellare - a memoria di un annata decisamente magra - sono stati, in ordine di importanza: una specie di bomba carta che abbiamo sparato di notte, nei pressi del lungomare, il tragitto dalla piazza al luogo deputato a compiere l'insano gesto, la fuga dopo la detonazione (perfettamente inutile, in stile 13enni), il totale senso di decadenza sulla via del ritorno, la scoperta che il mio cellulare può mandare MMS, il bombardamento di MMS ai danni del povero sventurato di turno, gli jagermeister. Gli amici, per fortuna, sono stati in grado di compensare il vuoto lasciato dagli eventi e da un'onesta serie di rodimenti di culo di cui avrei fatto volentieri a meno. Non finirò mai di ripeterlo: gli amici sono la più grande risorsa della mia vita.

Le scelte che mi fanno più paura sono quelle che si prospettano come definitive, sia per ciò che riguardano, sia per le conseguenze che vanno producendo. Eppure a volte bisogna essere in grado di prenderle, bisogna superare la paura della rottura conclusiva e del "possibile diverso", bisogna essere coraggiosi e caparbi. Ho preso alcune decisioni importanti in questo periodo. Ora vediamo che succede.

"E poi andare via soli
In un'altra direzione
Legati ancora per un tratto da una scia di commozione
Andare via
Da sempre
E chissà se sarà vero
Che ritornerai
Se ritornerai"