Migrazioni decadenti

Scritto da Fabrizio Lagani on . Postato in Blog Decadenza

malmo

Non ce l'ho fatta a resistere al fascino della semplicità nella modifica delle pagine web, al risparmio dei costi nella gestione del server mysql e alla possibilità di inserire delle foto nel testo e sono passato a google, che un aiuto lo da a tutti e senza chiedere nulla.

Sono passati diversi mesi dall'ultimo aggiornamento del sito e ho pensato che fosse necessario un restyling. Mi sono messo un pò al lavoro ma la tecnica è peggiorata e il mio cervello non è più libero come una volta. La creatività, per fortuna, è sopravvissuta a questo stillicidio e in tempi rapidissimi (meno di 10 minuti, giuro) sono riuscito a mettere in piedi questa paginetta.

Gennaio-Giugno è stato black-out. Problemi con le compagnie telefoniche, lettere di avvocati, fax e incazzature ai call center. Alla fine ce l'ho fatta ma con perdite ingenti per il povero diario, che non vede aggiornamenti e puntate dalla metà di Gennaio.
Eppure di cose me ne sono capitate e il non averle scritte, in qualche modo, non mi ha mai consentito di completare quel processo di somatizzazione che sarebbe auspicabile per tutte le situazioni che hanno almeno un 30% di coinvolgimento emozionale.

Metafora del semestre: Ho spezzato un fiore e vinto il caos, ma nè dell'uno nè dell'altro conservo memoria.

Lo scorso fine settimana sono stato in Svezia, da Francesco, un mio amico ed ex collega di università che ormai vive lì da diversi anni.
Avevo voglia di vedere il suo stile di vita, l'idea che si era fatto della lontananza, la percezione che gli svedesi potevano avere di un italiano immigrato. Francesco prenderà tra poco la cittadinanza svedese, lavora a Copenhagen, parla un pò danese, un perfetto inglese e, per quel poco che mi è sembrato di intuire, un ottimo svedese, guadagna il doppio di me, è riuscito a comprarsi un appartamento grazioso, gira con i mezzi pubblici, frequenta locali con ragazze bellissime (qualcuna è anche sua amica) e non ha nessuna intenzione di ritornare in Italia. Io non ci potrei mai vivere in Svezia, perchè fa freddo tutto l'anno e perchè il giorno e la notte hanno una ciclicità di luce completamente sballata (faceva buio alle 23 e giorno alle 3 e mezza) ma la sua esperienza ha lanciato il mio spirito di giovane in cerca di folgoranti carriere verso prospettive affascinanti e mai pienamente valutate.
Mi sono dato ostacoli e termini, chi vivrà vedrà.

Ho capito che la vita, come si dice della storia, è fatta di corsi e ricorsi e che a volte è sufficiente aspettare perchè certe cose accadano. E' chiaro che non si tratta di "predeterminazione", perchè il tempo offre una sorta di libero arbitrio, ma è come se tutto fosse vincolato nel turbinio della ciclicità degli eventi. Non posso influenzare il meccanismo del movimento circolare, perchè ne faccio parte e lo subisco, ma, contemporaneamente, posso decidere cosa affrontare e cosa trascurare, posso attribuire priorità e stabilire fabbisogni: ho il controllo del flusso della forza.

"...la tristezza non prevale su me, col canto la tengo lontana. Le giornate si allungano, sto aspettando l'estate. Anche se non ci sei tu sei sempre con me, per antiche abitudini, perchè ti rivedrò dovunque tu sia."

Aspettando l'estate, F. Battiato