Inutili noiosi pretesti

Scritto da Fabrizio Lagani on . Postato in Blog Decadenza

Sta diventando molto più semplice abbandonarmi ad una specie di catatonico e dannoso dolce far niente che scrivere sul diario. I motivi - mi dico - sono diversi e rintracciabili nella cattiva gestione sia del tempo libero che di quello apparentemente occupato. A voler essere sinceri, però, la verità è che, da qualche tempo a questa parte, faccio un'estrema fatica a confrontarmi con me stesso , faccio fatica a dover ammettere di avere commesso, per l'ennesima volta, errori prevedibili e calcolabili, di avere esageratamente esasperato alcuni sentimentalismi latenti, infettando definitivamente quanto di buono mi sarei dovuto limitare ad apprezzare e, in ultima istanza, semplicemente vivere. Sono confuso, e tutto ciò che mi circonda non mi è d'aiuto.

Ho fatto le analisi del sangue. Risultato: imperfetto. Proprio quando pensi di essere invincibile qualcosa ti riporta alla dura realtà, allo status di essere naturale, fallibile e fatalmente inefficiente. Se il mio cuore va come fosse una gucciniana locomotiva (57bpm/s a riposo che manco un atleta...), il mio sangue trasporta un eccesso di colesterolo e bilirubina assolutamente non ammissibili e giustificabili. Sfruttando la potentissima rete delle mie conoscenze ospedaliere, nonchè l'abilità diagnostica del mio medico di famiglia (ciao Papà), mi sono fatto fare pure un ecografia.

Cosa c'è che non va, dunque? Apparentemente nulla, la bilirubina è leggermente più alta del valore soglia massimo ma è un fenomeno normale, previsto e ampiamente dimostrato in letteratura (anche se io continuo a sostenere che sia semplicemente un eccessivo consumo di jaghermainster). Il colesterolo (193mg/dl) invece ha natura, a quanto pare, genetica. Malgrado l'estremo rigore applicato alle mie abitudini alimentari il mio fisico non riesce ad espellere i grassi e li manda liberi in giro nel sangue, come fossero bambini in un cortile di un asilo nido. Gli scienziati della medicina mi hanno suggerito di continuare la virtuosa via degli allenamenti in palestra, di vita sana e di cibi leggeri e fat-free. Non si è fatta nessuna menzione ai super-alcolici ma ho provveduto io stesso a ridurli all'osso.

Tra 10 anni inizierò ad entrare nella cerchia di persone ad alto rischio di necrosi ischemica del tessuto cardiaco su base ateromatosa coronarica con stenosi severa, in parole povere sarò a rischio di infarto. Nulla di piacevole, anche se il fascino di sapere oggi che entrerò, tra 10 anni, a far parte di una categoria di soggetti a rischio mi permette di preventivare strategie ulteriormente conservative e migliorative del mio sistema cardiovascolare. Il primo che mi dice qualcosa quando scelgo i cibi (niente grasso, please) e "viviseziono" la carne affronterà la mia ira sincera e giustificata. Che stessero in campana.

Una delle mie ex amanti si è comprata casa. Sono felice di saperla contenta ma l'affare mi ha messo una sana dose di tristezza generazionale addosso. I motivi sono 2, uno di natura - diciamo - temporale, l'altro di natura psicologica. Per prima cosa è più giovane di me, e mentre io vivo con quello che è rimasto del mio nucleo familiare lei sciala in una casa tutta sua. In secondo luogo ha avuto la spocchiosa presunzione di legarsi ad una città malata (Milano), mentre io non ho capito ancora dove e con chi voglio vivere. La casa, la chiesa. Cattolico decoro e banale presupposto di indipendenza e adattabilità.

Quando mi capita di conoscere persone nuove e attraenti sono preda di un eccezionale entusiasmo. Ho la netta sensazione di esplorare il fascino della presunzione della fiducia reciproca, delle evocazioni dei trascorsi non comuni. E' un modo che permette di abbandonare i propri avamposti patetici, che offre l'opportunità dell'incantevole competizione tra due emotività fino ad allora fatalmente misteriose. Esegesi della contemporaneità: proprio dove pensavo che fosse impossibile ho incrociato due frammenti di ghiaccio che il sole non può sciogliere.

"Venivi dall'atrio del cuore
portando le chiavi del sole
domani faremo l'amore
e niente potrà mai cambiare

Di questo rimase il rumore
d'un sogno che come nel mare
si infrange su nere scogliere
d'un nero che può cancellare

Si dice che il sogno dell'uomo
è far si che il proprio domani
sia senza calar del Sole
ma dimmi com'è senz'amare?

Ma i sogni son figli del cuore
creati in quanto dolore
spogliati della loro ragione
per questo mandati a morire"

Verne, Novembre.