Le case, le cose, le chiese (a Chiusi)

Scritto da Fabrizio Lagani on . Postato in Blog Decadenza

Dopo 3 settimane di ferie coatte Roma mi accoglie nel migliore dei modi, con un cielo dal colore spettacolare, rumori non troppo invadenti, clima caldo ma tollerabile (anche con l'abito) e un traffico praticamente inesistente. Se questa città fosse sempre così sarebbe fantastico. Surreale ma fantastico.

Mi rendo conto di rispondere in modo piuttosto approssimativo a chi mi chiede come sono trascorse le ferie: relax, mare, sole e una buona dose di tranquillità e riposo. Non a tutti ho voluto spiegare i motivi per i quali questa, prima di ogni altra, è stata l'estate emotivamente peggiore della mia vita, mi ha aiutato la scusa, per altro legittima, dell'acquisto della casa e della mancanza di pecunia, mi hanno aiutato gli amici, le bacchettate (e le prese per il culo) di Gianni ad ogni mio accenno di depressione, la simpatia di alcune espressioni dialettali e il rifiuto alla socievolezza di Bobo (c'è sempre chi sta peggio di te, è una regola). Non mi va di dare spiegazioni. Non posso dire di essermi scrollato di dosso una parte del passato recente ma almeno sono riuscito a prendere consapevolezza di alcune dinamiche emozionali, già solo per questo le 3 settimane sono state fondamentali.

E poi, tutto sommato, l'estate ha saputo regalarmi qualche gradevole novità. Ho scoperto di essere "candidato ideale" all'intervento laser per curare la miopia, l' oculista mi ha solennemente dichiarato che in pochi giorni è in grado di visitarmi, operarmi, riabilitarmi, rivisitarmi, e rimandarmi a casa con 11 decimi. Tre colpi di laser che incidono la cornea quel tanto che basta a rendermi, di nuovo, libero dalla decennale schiavitù di occhiali e lenti a contatto: adoro la scienza applicata.
Sharon, eclettica giramondo fotografa di professione, qualche giorno prima di partire, mi ha dedicato un pomeriggio intero e mi ha fatto decine e decine di fotografie. Una cosa va detta: se è vero che io adoro fare foto è altrettanto vero che amo follemente essere soggetto della fotografia e di fotografi competenti. E allora, superato l'imbarazzo dei primi scatti, abbiamo stabilito un feeling pazzesco e il risultato, a parte qualche scatto che potrebbe far seriamente riflettere sui miei gusti sessuali, è eccellente.

Come da consiglio di Tibe ho "violentato" ripetutamente la mia moleskine. Il diario lo leggono tutti ma quel piccolo taccuino nero è solo mio, è il "the dark side" del diario e ne vado orgoglioso: è il cimitero inviolabile dei pensieri ultra-sensibili.
Ho smesso di fumare, come da programma il 14 agosto, una data piuttosto evocativa. Il mio dentista, che poi è anche mio padre, mi ha sottoposto ad una seduta di pulizia e sbiancamento dei denti. 10 minuti di perossido di idrogeno al 20% sui denti, occhiali protettivi e una lampada a raggi UVA puntata sulla bocca artificialmente (e dolorosamente) spalancata. Risultato: i miei denti sono passati dal livello 3 al 2 e, considerando che il livello 1 è bianco neve, direi che sono ora in grado di affrontare il mondo con un sorriso più luminoso che mai. La rinuncia alle sigarette è stata complessa ma chiaramente positiva, peccato che mi sia venuta la psicosi da macchia da caffè, cioccolato e affini e che quindi sia tentato di lavare i denti ad ogni corpo estraneo che varca la soglia delle mie labbra. Come tutte le fissazioni passerà anche questa, per il momento dentifricio e spazzolino a tutta carica.

Inizio a reagire mettendomi in discussione, cercando di evitare il più possibile di ricadere nei torpori paralizzanti e nelle abitudini sclerotizzate di queste ultime settimane. La mia auto non puzza più delle tue sigarette, i tuoi capelli sono quasi del tutto spariti, risucchiati dall'aspirapolvere dell'autolavaggio, ma sogno ancora la tua schiena sudata e le tue rare carezze, frammenti dolorosissimi di ciò che è stato.

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"Sono un infinitesimo di me, di te, di me, solo una parte infinitesima (rimane...)".
L'abbandono, Marta sui Tubi (grazie Chiara).