Vorrei un corpo fatto di antimateria

Scritto da Fabrizio Lagani on . Postato in Blog Decadenza

Ci sono frasi che ascolto in una canzone o che leggo in un libro che mi colpiscono a tal punto che tendo a riprodurle casualmente, nelle occasioni più disparate, senza troppo badare al preciso contesto dove vado a collocarle. E' questo un fenomeno che mi capita prevalentemente nei periodi in cui non ho un ascoltatore privilegiato, nessuno a cui poter raccontare parte di ciò che accade nella mia intimità. E tuttavia sono contento: ho scoperto che c'è qualcuno che legge quello che scrivo, che lo commenta, lo condivide, lo critica. Un avido di stimoli come me non può che gioire per questi confronti.


Nella precedente puntata (questa è la terza puntata) avevo lasciato in sospeso il discorso sui master post universitari. Ho pensato, in questi ultimi giorni, a come poter articolare una critica che potesse ben rappresentare il mio punto di vista sull'argomento e sono giunto alla conclusione che la cosa migliore sarebbe stata, anche in questa occasione, raccontare semplicemente quello che io stesso ho passato, senza l'ausilio di nessun particolare costrutto mentale.
Non era passato nemmeno un mese dal giorno della mia laurea (n.b.: si trattava di luglio e agosto, mesi tradizionalmente ostili all'attività didattica) e già ricevevo moltissime telefonate ed altrettante e-mail. Nessuna aveva per oggetto, ovviamente, offerte di lavoro, erano, al contrario, proposte per frequentare MASTER POST UNIVERSATARI di ogni ordine e grado. La cosa più triste e sconfortante è che mi venivano proposti sulla falsa riga delle televendite: 10 lezioni in aula, 3 mesi di stage e alle prime 20 telefonate 1 mese di stage in omaggio!!!; oppure 1 anno di lezioni in aula, 1 anno di stage presso importanti multi-nazionali (quali?) alla modica cifra di 10 mila euro, pagabili in comode rate a tasso zero, inizi a studiare adesso e paghi nel 2005!!!
Quelli che non hanno capito un fico secco sono quelli che dicono che ormai la laurea non serve a nulla e che "almeno un master lo devi fare", che poi è come voler dire "lo stato (e non solo lui, visto che l'università non è gratuita) ha speso soldi per farti studiare, investendo soldi nella cultura, ma non è servito a niente. Devi fare un anno in più per imparare come si fa veramente un lavoro". Che il mondo della formazione universitaria sia completamente scisso da quello del lavoro è un fatto sotto gli occhi di tutti, ma non è un motivo per appoggiare la vera e propria mafia pedagogica dei master post universitari, semmai dovrebbe essere il punto di partenza per una seria riforma del sistema universitario.
Con questo non vorrei cadere nell'errore di una visione generalizzata ed estrema. Ci sono molti master che garantiscono un effettivo valore aggiunto ai propri studenti e che sono anche, relativamente, economici. Quello che io contesto è che questo valore aggiunto dovrebbe essere già garantito dai 4 o 5 anni di università. Quello che auspico è una seria e radicale riforma del sistema formativo culturale universitario.
D'altra parte, anche le stesse università offrono dei master post universitari. A tal proposito, chiarisco che esistono 2 diversi tipi di master, quello pubblico/universitario e quello privato. Il primo ha costi relativamente contenuti ma offre, di solito, possibilità di stage (prestazione professionale gratuita assolutamente non tutelata dai sindacati e sconosciuta a qualunque politico) in enti pubblici o aziende private che però non garantiscono minimamente l'assunzione (alla fine dello stage te ne torni a casa e hai la "soddisfazione" di scriverlo sul curriculum). Quello privato, al contrario, offre concrete possibilità lavorative, poichè gli stage sono solitamente finalizzati alla diretta assunzione, ma ha costi decisamente più alti rispetto al primo (io lo chiamo "comprarsi il posto di lavoro", voi chiamatelo come vi pare).
Mi congedo invitando alla lettura del primo racconto di ScarletMoon pubblicato sul sito e ringraziando chiunque contribuisce, con critiche e pareri, a questo mio diario.